Nulla di cui stupirsi

Banda Biscotti, Sapori Reclusi, Pausa Caffè ed il direttore del carcere di Torino Pietro Buffa si sono riuniti al Salone del Libro di Torino per raccontare le modalità ed i perché delle produzioni carcerarie. Biscotti, birra, caffè ma anche immagini, testimonianze, emozioni.

Il dibattito, stuzzicato da Stefano Cavallito ed Alesandro Lamacchia, ha sottolineato con quale stupore solitamente ci si renda conto della possibilità che qualche cosa di buono, se non addirittura ghiotto, possa uscire dal carcere. Questa sorpresa tuttavia e’ immotivata, spiega Buffa,  frutto di una concezione distorta del carcere e dei detenuti. Gli istituti penitenziari, nel loro ruolo previsto dalla costituzione, hanno infatti il dovere di dare a chi ha sbagliato la possibilità
di sviluppare ed apprendere nuove conoscenze che non li facciano ricadere nelle stesse trappole che li hanno indotti a comportamente criminosi.

Il carcere e’ un problema sociale, in quanto gli uomini e donne che lo popolano sono i frutti diretti della società tutta. Non si tratta di persone diverse, ma di individui che in un momento della vita hanno deviato dalla legalità. Quando non ci stupiremo più del fatto che queste persone possano avere capacità, abilità e che siano in grado di produrre qualcosa di valore, allora l’intera società sarà avrà fatto un passo avanti.

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