RISPOSTA AL COMMENTO DELLA DOTTORESSA IVANA

Commento:

Spesso mi capita, in virtù o in peccato del lavoro che faccio di sentire commenti sdegnosi di persone che vedono la carcerazione come una sorta di vacanza a spese dello stato. La mia esperienza di quasi 14 anni di “pre-sofferto” (vorrà forse dire soffrire prima?), mi hanno messo di fronte ad una realtà che è, allo stesso tempo, di grande sofferenza ma anche di profonda umanità.Quando penso alla privazione della libertà, anche quando giustificata da una pena commisurata ad un reatocommesso inevitabilemnete mi tornano in mente le parole di Primo Levi … SI IMMAGINI ORA UN UOMO, A CUI, INSIEME CON LE PERSONE AMATE, VENGANO TOLTI LA SUA CASA, LE SUE ABITUDINI, I SUOI ABITI, TUTTO INFINE, LETTERALMENTE TUTTO QUANTO POSSIEDE: SARA’ UN UOMO VUOTO, RIDOTTO A SOFFERENZA E BISOGNO, DIMENTICO DI DIGNITA’ E DISCERNIMENTO, POICHE’ ACCADE FACILMENTE A CHI HA PERSO TUTTO, DI PERDERE SE STESSO.

Dott.ssa Ivana Scotti Tutela Salute in Carcere

 Risposta:

Innanzitutto un grazie da tutto l’equipaggio di saporireclusi. La sua e-mail piena di importanti parole e umanità, ci ha riempito il cuore di sincera emozione . Affermare che tutti gli uomini hanno pari dignità, nonostante le singole differenza a prima vista sembra ovvietà, ma chi vive una condizione di minoranza come noi detenuti è costretto a sperimentare sulla propria pelle quanto questo principio sacrosanto non sempre venga rispettato nella realtà. Tuttavia osservare le leggi di uno Stato è una condizione necessaria ma non sufficiente per rispettare fino in fondo la dignità di tutti gli uomini al di la delle differenze. Infatti per giungere a ciò ci vuole una particolare disposizione d’animo: bisogna imparare a fare in modo che la paura del diverso non si traduca in un atteggiamento di chiusura e ostilità nei confronti degli altri, ma che venga riconosciuta come un limite che si deve cercare di superare attraverso il dialogo e la conoscenza Si tratta di un’esperienza che tutti dovremmo fare nella vita quotidiana, perché titti siamo potenzialmente colpevoli e vittime di intolleranza. Grazie a persone come Lei, ricche di professionalità e umanità che  questo  mondo potrà essere migliore per chi vive il dramma del carcere e non solo…..

G.Gremo   C. La Rosa

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