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TANTI AUGURI TESORO MIO

“Tanti auguri tesoro…”

Davvero Carmelo lascia trasparire tutti i sentimenti, l’emozioni, la sofferenza di questi anni bui. Lontano nel tempo e lontano dalla famiglia, ma estremamente vicini allo stesso tempo.
Allora ci uniamo tutti per fare un grande abbraccio e gli auguri al figlio di 16 anni, ma soprattutto gli auguri per i prossimi che verranno di rinascita di Carmelo.
Ciao Carmelo e Figlio ūüôā un abbraccio

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CHI FA BENE VIVE 100 ANNI

Addi 23-4 dell’anno solare 2012 dal diario di bordo dell’ Enterprise.
Grande gioia ha accolto il ritorno dei due nostri cari amici Andrea Provenzani, titolare del noto ristorante Il Liberty in Milano, e il caro Francesco farmacista finito, uno dei capostipiti dell’associazione Sapori Reclusi.
Sono tornati a trovarci con gran gioia da parte di tutti noi.
A differenza del primo appuntamento carico di emozioni questa volta √® stato ancor pi√Ļ ricco e dinamico in quanto subito ci siamo amalgamati nell’aiutare per la creazione dei piatti. L’ingrediente principale anche oggi √® stato come nei tanti altri appuntamenti l’amicizia, quella sincera senza interessi, intrisa di valori, solidariet√† e umanit√†.
E’ questa la ricetta che ha dato il tocco in pi√Ļ, al fine di trasformare un corso di reinserimento in un evento costruttivo che ha dato modo di esprimerci e di dimostrare alla societ√† collettiva che non sempre i cattivi hanno avuto la capacit√† di scegliere da che parte stare ed √® solo grazie all’umanit√† e disponibilit√† di persone squisite come Andrea e Francesco, ma anche tutti coloro che hanno aderito a questa iniziativa, che il mondo dei reclusi potr√† essere migliore.
Nessuno è immune e tutti possono finire in prigione. Meditate gente meditate!!!!

Giuseppe Gremo e Carmelo La Rosa

 

LA TERZA VITTIMA

E’ noto a tutti che chi ha un figlio, un marito, una moglie, un padre o una madre in carcere, vive una difficile condizione.

Anche la famiglia, allora, subisce la stessa pena del detenuto?

La famiglia non ha commesso reati, non è reclusa, ma il luogo dove vive è simile ad una prigione, che soffoca oltremisura e rende impossibile una quieta esistenza. Anch’essa è una vittima, la terza.

Non possiamo conoscere esattamente quali siano le difficoltà, i disagi e senso di vuoto che circondano la vita dei famigliari di un detenuto, ma li possiamo immaginare come figli, coniugi, padri o madri cui, un giorno, è stata strappata una parte di sé.

La loro pena non può essere alleviata da colloqui settimanali o regolari telefonate, perché l’affetto controllato e a distanza, non basta a colmare la mancanza fisica e il vuoto lasciato in famiglia.

I disagi e le difficoltà possono variare secondo il familiare che si trova in carcere. Non si può naturalmente stabilire una graduatoria di gravità, perché ciascuna forma di sentimento è espressione, anche materialmente, di diversi bisogni e necessità.

Una cosa in comune, però esiste.

Esiste il disagio nei confronti dei vicini di casa, degli amici, dei compagni di scuola, dei colleghi di lavoro ai quali, molto spesso, ci si sente in obbligo di dare spiegazioni, di cercare giustificazioni di fronte a condanne senza repliche.

Questa condizione dipende, generalmente, da due varianti: la prima si riferisce a persone di cui si è circondati, poco disponibili ,che chiudono le porte ad ogni dialogo, ritenendo i famigliari responsabili, oppure a persone pronte ad offrire aiuto materiale e supporto morale. La seconda variante dipende invece dal luogo in cui si abita, per esempio una piccola comunità di quartiere o paese dove tutti si conoscono, oppure una grande città,dove anche l’inquilino dirimpettaio ignora chi vive accanto.

Il punto cruciale della questione,comunque, è che una persona che commette un reato ne risponde in prima persona,ma la sua condotta influisce e si rovescia sulle spalle della famiglia, la quale deve sostenere un doppio sforzo: auto confortarsi e,nello stesso tempo, dare solidarietà e appoggio al familiare detenuto. Lo sappiamo tutti che avere un sostegno in carcere è una fortuna. Ma a quale prezzo?

Ci sono famiglie alle quali, innocenti o inconsapevoli, sono tolti beni per sequestro o per giusto risarcimento, vittime di una loro parte spregiudicata. Ci sono famiglie cui, la consapevolezza di una vita sul confine tra lecito o illecito, ha roso l‚Äôanima, vittime di una morte annunciata. Ci sono famiglie il cui nome ha perso importanza, perch√© ormai catalogato con un numero, quello di matricola. Ci sono famiglie che fanno salti mortali per rispondere alle nostre richieste e si crucciano se non riescono a soddisfarle. Pensiamo a quel padre che rappresentava l‚Äôunica risorsa materiale della famiglia che in seguito alla detenzione √® venuta meno. Pensiamo a quel figlio che rappresentava una speranza per i genitori, forse l‚Äôultima, sognata dopo anni di sacrificio,ma bruscamente riportata alla realt√†. Pensiamo a quei genitori, magari anziani, che fanno viaggi di chilometri per raggiungere un carcere lontano,soltanto per un bacio, due parole e un abbraccio. Pensiamo a quei bambini obbligati a vivere in carcere con le loro madri:nessun bambino vi dovrebbe rimanere. Pensiamo a quei figli che crescono senza una figura paterna o materna e che, nonostante i continui contatti, ne sentono la mancanza. Ma sar√† tutta colpa della societ√†? No,non sempre. La terza vittima paga per noi e,nonostante tutto, √® la nostra colonna portante, la nostra √¨coperta di Linus√ģ, la nostra voglia di ricominciare, tutto il nostro mondo e per lei, che continua ad amarci, la vita.

NON AVENDO I SOLDI PER LA SCUOLA…

PENSIERI E RICETTE DI SIMON

“L’uomo che non cambia mai la sua opinione √® come l’acqua stagnante: fa crescere le serpi della mente”.

“If you do not find the road make one yourself!”

RICETTA

Sgombro marinato con riso

ingredienti

1 sgombro fresco

1 piccola ciotola di aghe secche

1 ciotola di riso bollito per la marinatura

1 cipollina tagliata fine

1 cucchiaino di semi di sesamo

1 cucchiaino di zenzero grattugiato

2 cucchiaini di sakè

2 cucchiaini di sakè dolce

Tagliate il pesce in filetti (in piccole strisce).

Mescolate tutti gli ingredienti, per la marinatura, in un recipiente di vetro e shakerate.

Mettete le strisce di pesce in una ciotola, aggiungete la marinatura e mescolate.

Lasciate marinare il pesce in frigo per qualche ora.

Mettete il pesce sul riso caldo e sbriciolate sopra le alghe secche.

VIA VAI E RITORNA!!!

Via vai da l’idea di un gran brulicare di persone, ma √® anche il nome di una nota trattoria nel Cremasco e per l’esattezza nel paese di Bulzone. Il locale apre le porte nel 1984 e l’artefice di tutto √® lo chef Stefano Fagioli.
E’ lui l’ospite di luned√¨ 5 marzo, subito notiamo la sua simpatia e disponibilit√† alle nostre domande e dopo i convenevoli si passa alla parte pratica, le ricette rispecchiano quello che √® la sua idea di cucina, ricca di sapori e tradizioni.
In cucina vi è grande fermento e anche in questo appuntamento, a conferma di quanto notato anche nei precedenti incontri con altri chef, si nota che pur non conoscendosi vi è grande organizzazione e sintonia.
E peccando di modestia anche questo appuntamento ha avuto il successo che ci aspettavamo. Se ciò è stato possibile è grazie a qualcuno che ha osato credere in chi ha sbagliato e intende riscattarsi e dimostrare che da un brutto bruco nasce una farfalla libera di volare.

Giuseppe Gremo e Carmelo La Rosa e tutto l’equipaggio.

PENSIERI E RICETTE DI SIMON

La nostra gloria pi√Ļ grande non √® nel non cadere mai,

ma nel rialzarci dopo ogni caduta.

Errare e non correggersi, questo si chiama errare

                                                                                                                 Simon

RASAGNOLE CON PATE’ DI FEGATO

ingredienti:
1 scatoletta di pate di fegato d’oca
latte
100gr di mascarpone
320gr di rasagnole all’uovo
30gr di burro
200gr di dadini di prosciutto
brandy
pepe
grana padano

Versate in una ciotola la scatoletta di patè con un poco di latte, amalgamare fino ad ottenere una crema morbida. Lessate le rasagnole. Sciogliete il burro in un tegame e insaporitevi il prosciutto cotto a dadini, bagnate con un po di brandy. fate evaporare e pepate.
Scolate la pasta, unitela al prosciutto e fatela saltare qualche minuto a fuoco medio. Aggiugete la crema di patè e il mascarpone. Mescolate e servite subito con poco grana padano grattugiato.

ECCO LE ALTRE RICETTE DI ANNALISA

Gnocchi di patate al Blu di Frabosa

Ingredienti per 4/6 persone

Impasto per gli gnocchi:

1 kg. patate per gnocchi ( merit, monalisa, quarantina )

300 gr. farina 00

Per la salsa al Blu

200 gr. formaggio Blu di Frabosa

Panna per amalgamare quanto basta.

Lessare le patate e sbucciarle ancora calde

Passarle poi nello schiacciapatate, quindi aggiungere la farina, ¬Ĺ cucchiaio di sale ed amalgamare il tutto fino ad ottenere un morbido impasto.

Formare poi dei rotoli del diametro di circa 2 cm, quindi tagliare a pezzetti e sfarinare per evitare che, una volta distesi su una teglia, si possano appiccicare.

Per la cottura vanno messi in acqua bollente salata q.b.

Vanno scolati man mano che affiorano dall’acqua, la cottura è velocissima.

Saltare poi in padella con la salsa di formaggio che preventivamente è stata amalgamato con la panna a fiamma lenta, direttamente nella padella

 

 Crostata alle mele e marmellata di albicocche profumata alla cannella

Ingredienti per 4/6 persone:

 

500 gr farina per dolci

250 gr. burro

140 gr. zucchero a velo

5 mele tipo Granny Smith o Renetta Canada

200 gr  marmellata albicocche

1 cucchiaio miele

3 tuorli d’uovo

1 uovo intero

scorza di limone

cannella

Lavate le mele, tagliatele a pezzetti, cuocetele con la marmellata fino ad ottenere un composto abbastanza omogeneo, quindi fate raffreddare.

Foderate la tortiera con la pasta frolla ottenuta impastando la farina di farro con le uova, lo zucchero a velo, il burro morbido e la scorza grattugiata di limone.

Disponete il composto di mele e marmellata, coprite la torta con bastoncini di frolla ad incrocio, lucidate spennellando un uovo sbattuto, una spolveratine di cannella e cuocete in forno a 190¬į per 30 minuti.

 

Bugie di Carnevale

Ingredienti per 4/6 persone:

1 kg farina 00 per dolci

4 uova

100 gr. zucchero semolato

100 gr. burro

1 bustina lievito per dolci

un’arancia spremuta

olio di arachide per friggere

25 gr zucchero a velo per spolverizzare

Disponete la farina su una spianatoia e incorporatevi 2 uova intere e due tuorli, lo zucchero semolato, il burro morbido e il lievito. Impastare con cura ed energia.

Dalla pasta  liscia e soda tirate una sfoglia di un paio di millimetri di spessore e tagliatela a triangoli irregolari e a losanghe di 5/6 centimetri di lunghezza.

Portate ad ebollizione l’olio in una casseruola dai bordi alti ed immergete poche bugie per volta; quando gonfiano voltatele per farle cuocere da entrambe le parti ed estraetele con una schiumarola appena hanno raggiunto la doratura.

Disponetele su carta assorbente e spolverizzatele con zucchero a velo.

 

 

 

 

ECCO LA RICETTA “QUI CI VUOLE FEGATO E CUORE”

L’equipaggio ringrazia ufficialmente Annalisa e Davide per la visita a bordo e per le ricette raccontate. Qui sotto la vera ricetta del fegato e cuori che noi abbiamo cercato di raccontare, fidatevi di quello che c’√® scritto…quasta √® veramente buona e giusta!!! ciao Annalisa e Davide a presto, l’equipaggio dell’ enterprise.

ps presto vi scriveremo le altre ricette spiegate da loro!!!

Il fegato e il cuore di bovino del Presidio Slow Food ‚ÄúLa Granda‚ÄĚ saltato in padella con cipolle rosse e salsa trifolata di acciughe

ricetta:

QUI CI VUOLE FEGATO E CUORE

 

Ingredienti per 4/6 persone:

800 gr. di cuore di bovino

800 gr. di cipolle rosse

Prezzemolo

3 filetti di acciuga

Farina 00

Burro

Vino bianco secco (Arneis, chardonnay)

Pepe

Sale

Aglio

Olio extravergine

Sgrassare il cuore poi tagliarlo a fettine.

Infarinare le fettine e saltarle in padella con un po’ di burro ed olio sfumando con il vino bianco.

Cuocere per 10 minuti.

Un minuto prima di spegnere il fuoco, aggiungere in padella l’aglio spezzettato, il prezzemolo e le acciughe a pezzetti.

Nel frattempo affettare le cipolle e farle cuocere lentamente in padella con una noce di burro e un po’ d’olio.

Tagliare a fettine il fegato ed  infarinare, farlo rosolare da entrambe le parti, poi sfumare con vino bianco e cuocere per 10 minuti aggiungendo sale, pepe  e un po’ di prezzemolo.

Si possono servire insieme perch√© questa ricetta √® stata intitolata ‚ÄúQui ci vuole fegato e cuore‚ÄĚ.

Abbiamo pensato di preparare questi due piatti perch√© tante persone non conoscono le propriet√† di questi tagli ‚Äúminori‚ÄĚ:

1 etto di fegato contiene 20 grammi di proteine e 5 grammi di zucchero, quasi la stessa quantità di 1 etto di carne di vitello. La percentuale di grasso è molto bassa ed è molto digeribile.

Anche il cuore è povero di grassi e molto digeribile, ricco di ferro , le vitamine B1, B2, e soprattutto la vitamina C che è assente nella carne.

VIDEORICETTA EHHHH ???

Ciao a tutti da parte dell’equipaggio dell’ Enterprice. Siamo molto felici perch√© luned√¨ sono arrivati i vostri commenti e le vostre ricette, sia qui che sulla navicella¬† facebook. Risponderemo a tutti intanto qui ne abbiamo di tempo per farlo ūüôā . Annalisa e Davide della Trattoria Roma di Castelletto Stura hanno fatto un pezzo di viaggio con noi per insegnarci alcune ricette e raccontarci del loro lavoro di ristoratori. Scriveremo meglio la prossima settimana di questo incontro, di ci√≤ che abbiamo imparato e capito e mangiato. Per ora un piccolo anticipo con alcune fotografie e la videoricetta di questo incontro ¬†sull’ Entreprise da una galassia ancora sconosciuta.

LA VIDEORICETTA

Ahhhhhhhh… lo immaginavamo che come attori saremo stati un disastro, ma mai come vedrete in questa videoricetta. A dir la verit√† sar√† bravo chi di voi capir√† qualcosa, perch√© noi non sappiamo bene cosa √® successoo!!! Per√≤ ci pare troppo bello questo piccolo video che lo abbiamo lasciato cos√¨ come √® venuto, senza correzione, ripetizione dopo ripetizione dopo ripetizione¬†dopo ripetizione¬†dopo ripetizione… errore dopo errore… ūüôā e buon appetito dal nostro equipaggio…

PS per chi non lo avesse capito questa ricetta s’intitola “Qui ci vuole fegato e cuore”